Sfiorate le 3 mila immatricolazioni nel secondo giorno di apertura

Noleggio Renault ZOE
Maggio 25, 2020
Roma – Nell’Unione Europea sono tornati operativi 196 impianti per l’assemblaggio di auto, veicoli commerciali, autobus e motori, su un totale di 309 siti produttivi. È quanto rivela l’Acea, l’associazione europea dei costruttori, in uno dei suoi ormai consueti aggiornamenti sulle conseguenze della pandemia del coronavirus sulla filiera automobilistica del Vecchi Continente. Considerando anche il Regno Unito e diversi altri Stati (Bielorussia, Kazakistan, Russia, Serbia, Turchia, Ucraina e Uzbekistan) risultano riaperte 298 fabbriche, di cui 142 dedicate alle sole auto, 71 per motori, 38 per veicoli commerciali leggeri, 58 per camion e 58 per autobus, con alcune sovrapposizioni nel caso di produzioni destinate a più di un settore. “Questi dati – sottolinea Eric-Mark Huitema, direttore generale dell’Acea – mostrano l’ampiezza dell’estensione dell’impronta manifatturiera del nostro settore su tutto il continente europeo. Un rilancio di successo del settore automobilistico post-coronavirus sarà chiaramente vitale per una più ampia ripresa economica dell’Europa”. Malgrado la riapertura graduale dei cancelli delle fabbriche europee, la loro capacità produttiva è ancora “ben al di sotto dei livelli precedenti le misure di lockdown”, sottolinea l’associazione, precisando che i fermi produttivi, in media per 29 giorni lavorativi, hanno determinato una perdita di volumi di quasi 2,3 milioni di veicoli. “Se vogliamo tornare nuovamente a una produzione su vasta scala, i costruttori e i loro fornitori devono rimettere in funzione i loro impianti in modo rapido e sincronizzato. Questo è il motivo per cui chiediamo all’Unione Europea di sostenere un riavvio coordinato di attività e investimenti lungo l’intera filiera. Dovranno inoltre essere prese misure per stimolare la domanda, dato che le vendite sono crollate ai minimi storici in molti mercati chiave”, ribadisce Huitema il giorno dopo la pubblicazione, insieme ad altre associazioni di rappresentanza legate al mondo delle quattro ruote, di un piano d’azione con 25 raccomandazioni per le istituzione europee e nazionali, tra cui un programma di incentivazione coordinato a livello continentale.
Maggio 25, 2020

Sfiorate le 3 mila immatricolazioni nel secondo giorno di apertura

Roma – Come scriveva Agatha Christie, due indizi sono solo una coincidenza. È però confortante, per tutta la filiera dell’auto, sapere che il secondo giorno di apertura delle concessionarie italiane le immatricolazioni sono aumentate sensibilmente rispetto al giorno della riapertura. Alle 17.30 del 5 maggio, quindi al netto delle immatricolazioni dell’ultim’ora, risultavano targate 2.882 auto, 1.841 in più rispetto alle 1.041 registrate alla stessa ora del 4 maggio (+77%). Giornata di cui adesso è disponibile il consuntivo: 1.114 esemplari. Dati ufficiali non ve ne sono, ma è lecito immaginare che, come il giorno precedente, si tratti, in massima parte, di vetture acquistate prima del lockdown e arrivate solo durante il blocco delle attività o nelle ore immediatamente successive. Improbabile che si tratti di autoimmatricolazioni, visto lo stock di circa 350 mila esemplari disponibile attualmente nei depositi delle Case o nei piazzali delle concessionarie. Si capirà domani, ammesso e non concesso che si manifesti il terzo indizio, se, come scriveva la regina del giallo, c’è la prova che i parametri vitali del mercato, da piatti che erano fino al 30 aprile, stiano effettivamente e stabilmente migliorando.