Van Den Acker (Renault) “Le auto del futuro punteranno sulla sicurezza attiva”

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Milano – Pieno centro di Milano, nella splendida cornice di Palazzo Turati, che ospita il padiglione dell’artigianato olandese, in occasione del 57esimo Salone del Mobile. Ebbene, qui, tra i fiori del Paese, l’ospite d’onore è proprio il connazionale Laurens Van Den Acker, classe 1965, direttore del design del Gruppo Renault, che parla di come saranno i modelli del futuro. “Vedo l’auto che verrà – spiega il designer che ha fatto la fortuna del Gruppo sin dal 2010 – ovviamente elettrica, connessa e autonoma. Ma soprattutto, con uno stile che sarà la sintesi di tutte le forme di design, non solo del mondo automotive, ma anche dei vari comparti industriali. Pensiamo ai sedili e ai rivestiment: gli spunti verranno da tutti i settori, anche da quello della casa, con la quale l’auto del prossimo decennio sarà sempre più interconnessa. Per esempio, prenderà energia dalla rete domestica per muoversi, ma sarà in grado di fornirla a sua volta all’abitazione. Stiamo vivendo, insomma, un momento storico, di grande rivoluzione, anche creativa”. E quanto all’ambiente, all’abitacolo, come sarà? “Si potrà decidere se guidare o meno, quindi dovrà esserci maggiore spazio per svolgere altre attività: lavorare, guardarsi attorno, ruotare su se stessi per parlare con gli altri passeggeri. Insomma, l’auto dovrà restituire tempo agli occupanti per fare altro, e non solo per guidare, soprattutto quando questa attività diventa noiosa e affaticante. Sarà una grande opportunità di libertà. Cambierà pure le abitudini, perché l’auto autonoma elettrica potrà accompagnare ovunque le persone, anche chi non può più guidare, restando in giro quasi di continuo nel caso del car sharing e risolvendo, con il tempo e l’aiuto delle amministrazioni locali dei grandi centri, il problema odierno delle auto che rimangono giorni e giorni parcheggiate inutilmente. L’obiettivo, dunque, è una mobilità condivisa, il cui costo sarà rapportato all’effettivo utilizzo. Ciò consentirà la riduzione del parco circolante in relazione alle esigenze dei cittadini e un miglior sfruttamento degli spazi urbani. Uno scenario che potrebbe divenire realtà molto prima del 2030, certo, dopo adeguate sperimentazioni”. E quanto alle dimensioni? “L’auto dovrà essere più spaziosa dentro e meno ingombrante fuori. Dovrà avere una forma più aerodinamica per consumare meno energia e aumentare l’autonomia. Ma dovrà ridurre pure il volume esterno, in certi casi anche di molto, diventando più compatta”. E, chiediamo noi, come si combinerà tutto questo con le esigenze di sicurezza? “Oggi le auto possiedono tantissimi sistemi di sicurezza passiva, che pesano molto: si devono prevedere ampi margini di carrozzeria da ‘spendere’ in caso di urti. Ecco, la trasformazione sulle auto di domani andrà verso l’aumento della rilevanza della sicurezza attiva, cioè di tutti questi sistemi che impediranno a veicoli connessi di entrare in collisione. Così si prevede che si potranno risparmiare circa 200-300 chili di sistemi di sicurezza passiva (pensiamo agli 8-10 airbag che oggi difficilmente, per fortuna, si utilizzano nella vita di un’auto), perché la tecnologia sarà tutta focalizzata a impedire che una situazione possa diventare pericolosa”.