Renault studia gli impatti ambientali degli EV sull’intero ciclo di vita

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Parigi – Attualmente in Francia circolano poco più di 130.000 veicoli elettrici, mentre sulla base degli obiettivi nazionali del paese, nel 2030 dovrebbero diventare diversi milioni e seppure senza una visione precisa del loro contributo alla transizione energetica ed ecologica, il governo francese ha posto questi “nuovi veicoli” al centro della propri strategia di decarbonizzazione. I cugini d’Oltralpe, con il gruppo Renault in testa, hanno dato via a una interessante ricerca inedita realizzata dalla “European Climate Foundation” e la “Fondation pour la Nature et l’Homme” per esaminare gli impatti ambientali dei veicoli elettrici nel loro intero ciclo vitale. Grazie a questa ampia platea FNH e ECF hanno svolto una dettagliata ricerca sugli impatti del veicolo elettrico, sia sull’intero ciclo di vita del mezzo, sia sulle prestazioni della batteria e della sua funzione di stoccaggio che potrebbe fare del veicolo elettrico una risorsa per la rete elettrica. Alla fine della ricerca sono stati identificati cinque grandi capisaldi: 1) L’impatto dei veicoli elettrici sul clima e l’ambiente varia in funzione dell’origine dell’elettricità utilizzata. 2) In un contesto di forte crescita del mercato dei veicoli elettrici previsto da qui al 2030, la riduzione dell’impatto in fase produttiva è una condizione essenziale della sostenibilità della filiera. 3) I benefici ambientali dei veicoli elettrici potrebbero essere maggiori se vengono sviluppati i servizi al sistema elettrico oppure massimizzandone l’utilizzo attraverso il carsharing per esempio. 4) Quando il veicolo elettrico è parcheggiato e in carica, è in grado di importare ed esportare una parte dell’elettricità contenuta nella batteria verso la rete elettrica. 5) L’utilizzo delle batterie a fine ciclo per lo stoccaggio dell’elettricità da fonti rinnovabili è un modo per ottimizzare l’utilizzo delle risorse naturali, fossili e minerali necessarie per produrle, oltre che un mezzo di stoccaggio complementare per accelerare la transizione energetica a partire dal 2030. Insomma, è chiaro che per una reale sostenibilità ambientale non sia possibile fermarsi soltanto al veicolo elettrico “nudo e crudo” ma occorre creare un vero e proprio circolo virtuoso che parte dagli stabilimenti produttivi, passa per la modalità di generazione dell’energia elettrica e arriva fino al termine del ciclo vitale del veicolo e di tutte le sue componenti.