Renault Sport, il reparto non produrrà modelli indipendenti

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Parigi – “Renault Sport continuerà a concentrarsi sull’elaborazione di modelli di normale produzione e non progetterà mai un’auto indipendentemente dalla casa madre”: lo ha dichiarato a Quattroruote Patrice Ratti, numero uno del brand sportivo francese, rispondendo a una nostra domanda sul rapporto reciproco tra il reparto di Dieppe e il redivivo marchio Alpine. “Non ci sarà nessun problema di convivenza: Alpine è una Casa con una sua gamma e una sua strategia”, ha aggiunto Ratti. “E i rispettivi spazi di manovra non si sovrapporranno: non vedrete mai una variante sportiva di una normale Renault con il loro brand”. Queste precise divisioni di competenze interne, tuttavia, non significano che R.S. non abbia piani di espansione: escluse le varianti GT e GT Line, oggi il brand produce due modelli, la Clio e la Mégane, che è stata appena presentata in anteprima mondiale al Salone di Francoforte. Ma in futuro c’è spazio per crescere. “Non posso commentare nello specifico, ma stiamo lavorando su nuovi modelli, sia per l’Europa sia per i mercati extraeuropei”, ha risposto Ratti a una nostra domanda su una possibile crossover R.S. Un’indicazione ancora vaga, ma di certo non c’è un no secco: l’obiettivo di ampliare il bacino commerciale, del resto è chiaro. “Comprese GT e GT Line abbiamo chiuso il 2016 con 45 mila unità vendute: un record che ritoccheremo nel 2017, superando le 50 mila unità, e che intendiamo migliorare ulteriormente in futuro”. I prodotti tradizionali come la Mégane, in ogni caso, rimarranno al cuore dell’offerta: venduta in 53 mila esemplari nelle prime due generazioni, la nuova serie parte con degli obiettivi chiari. Primo fra tutti quello di scendere sotto il 7’43″8 che ha incoronato la nuova Honda Civic Type R come la trazione anteriore più veloce al Nürburgring. Una sfida ambiziosa, considerato che il gap di potenza tra la francese e la giapponese è di quaranta cavalli: la nuova Mégane R.S. fa affidamento su un nuovo 1.8 TCe, portato al debutto proprio dalla Alpine A110 (in una variante da 250 CV) e potenziato fino a quota 280 per quest’impiego. “È un motore leggero e compatto, che diventerà il nerbo della gamma R.S.”, ha risposto Ratti alla nostra domanda sul suo possibile utilizzo sulla versione sportiva della prossima Clio. La potenza fine a sé stessa, del resto, non è mai stata un valore assoluto nella storia del reparto: “Un punto di forza della nuova Mégane R.S. è il telaio, con il sistema di quattro ruote sterzanti che coniuga agilità sullo stretto e stabilità sul veloce”, sostiene Ratti. Che ricorda l’affinamento del reparto sospensivo, con cui i progettisti hanno migliorato le caratteristiche di aderenza, e il ruolo del differenziale TorSen a slittamento limitato, per incrementare motricità e rapidità di inserimento. “Non abbiamo mai valutato l’idea di usare la trazione integrale”, conclude il dirigente francese. “L’aggravio di peso non sarebbe stato giustificabile, e pur prevedendo un motore più potente per bilanciare i valori di cavalli e chilogrammi, non avremmo ottenuto le stesse doti dinamiche”. Semplice, spesso, è efficace. E a Dieppe sperano che il cronometro lo confermi.