Rallenta il mercato dell’auto a marzo (-5,8%)

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In calo sensibile il canale dei Privati (-14,8%) e le diesel (-9,0%), aumentano le emissioni medie di CO2

Roma – Diversi elementi contribuiscono all’analisi dei risultati del mercato dell’auto in Italia nel mese di marzo che, secondo i dati diffusi oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, torna a flettere del 5,8%, archiviando 213.731 unità a fronte delle 226.780 dello stesso mese del 2017. Parliamo, infatti, di un giorno lavorativo in meno (che da solo vale circa 4,5 punti percentuali) ed il confronto con il marzo 2017 che chiuse con un incremento a robusta doppia cifra (+18,5%), potendo contare su un ulteriore giorno lavorativo in più rispetto al 2016 e alla forte spinta dei canali noleggio e società. Così, il primo trimestre (quando mediamente si registra il 29% dell’immatricolato annuale) si chiude con 574.130 unità e un calo dell’1,6% rispetto alle 583.162 registrate nel periodo gennaio-marzo 2017, quando il trimestre archiviò un aumento del 12%. Dall’analisi per canali di vendita risulta il calo dei privati che perdono il 14,8% rispetto allo stesso mese dello scorso anno con una flessione maggiore per gli acquisti di auto diesel (-24%) da parte delle famiglie, a cui fa seguito una flessione di circa l’8% della benzina, mentre crescono gli acquisti di vetture a basso impatto. Un risultato in contrazione si ritrova anche nelle vendite trimestrali che fanno registrare per i privati una flessione dell’11,3% con volumi che superano appena le 300.000 unità. A marzo si spartiscono il mercato in maniera equa le vendite a persone fisiche (49,9% di quota, oltre 5 punti in meno) e le persone giuridiche (30,6% per il noleggio e 19,5% le società). Buoni i risultati del canale del noleggio che guadagna il 5,1% dei volumi nel mese e il 12,1% nel trimestre. La spinta nel canale arriva prevalentemente dal lungo termine che cresce dell’11,4% a marzo. In linea, invece, questo mese (-0,4%) il noleggio a breve termine che resta positivo nel trimestre con un +9,8%. Le società, infine, segnano un +5,9% a marzo 2018, mentre archiviano un +12,3% nel cumulato. La spinta nel mese è determinata soprattutto dalle autoimmatricolazioni che segnano una crescita a doppia cifra del 10,4%. o stock di autoimmatricolazioni che, a dati completi di fine novembre superava le 176.000 autovetture, la cui composizione per alimentazione ci indica che per un 62% si tratta di vetture diesel e per un 31% di auto a benzina. Se confrontato con le immatricolazioni km0 dei primi 11 mesi dell’anno scorso, dove la quota del diesel era del 56,4%, emerge il progressivo aumento dello stock di vetture a gasolio presso le reti di vendita. Anche nel dettaglio per alimentazione della struttura del mercato, in marzo il diesel flette del 9%, prevalentemente nel canale dei privati, mentre società e noleggio contribuiscono positivamente attenuandone il calo. La sua quota scende di quasi 2 punti, fermandosi al 54,5%. Ciò porta il 1° trimestre in territorio negativo, con i volumi che calano del 2,5%. A marzo segnano una contrazione anche le motorizzazioni a benzina (-3,9%) e Gpl (-10,2%), a fronte dei segni positivi registrati dalle ibride elettriche e dalle ibride plug-in che consuntivano nel mese rispettivamente un +26,1% e un +107,5% (+31,7% e 72,6% nel trimestre). Si confermano positivi anche i trend del metano, che a marzo registra un +27,9% (+29,8 nei tre mesi) e delle elettriche, che archiviano un +81,7% (+71,9 nel trimestre), ma con un modesto incremento in volumi in termini di qualche centinaio di unità e una rappresentatività sul parco circolante ancora troppo bassa per influenzarne in qualche modo le emissioni medie.