Mercato europeo, a ottobre vendite in crescita del 5,9%

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Roma – Dopo la frenata di settembre, torna a crescere il mercato dell’auto in Europa. Ottobre si chiude con 1.169.672 immatricolazioni nell’area Ue+Efta, pari al 5,9% in più dello scorso anno. Francia e Spagna sono i Paesi che crescono di più (+13,7% entrambi), seguiti dall’Italia che continua il buon andamento (+7,1%). Tre dati, questi, che bilanciano la performance negativa dell’Inghilterra, dove il mese scorso il calo è stato più significativo che mai: -12,2%. Guardando ai primi dieci mesi dell’anno, il saldo si mantiene positivo, con più di 12,8 milioni di auto vendute, il 3,8% in più del 2016. Il Gruppo FCA porta a casa un buon risultato grazie soprattutto alle vendite di Jeep (+20,4%) e Alfa Romeo (+20,3%). Ottobre è meno performante per la Fiat (-1,2%) e la Lancia (-18,4%), che, come a settembre, registrano dei cali rispetto all’anno precedente. Nel complesso, il Gruppo ha immatricolato 76.292 unità, portando la sua quota di mercato nei paesi Ue+Efta a 6,9% nei primi dieci mesi dell’anno. Ancora al top i risultati di PSA dopo l’acquisizione della Opel: sono 193,510 le unità immatricolate, che valgono al Gruppo una crescita del 74% (solo la Opel ha venduto 68.552 automobili). Bene anche Peugeot, +17,4%, e Citroën +7,4%, mentre le vendite della DS calano del 19,9%. Nel complesso, la quota di mercato sui primi dieci mesi è di 11,5%, in crescita rispetto al 9,9% dell’anno scorso. Segue subito dopo per quota di mercato il Gruppo Renault: con 125.621 immatricolazioni, cresce del 17,6% ottenendo il 10,2% di share, contro il 9,8 del 2016. Bene tutti i marchi del Gruppo: Renault +16,6%, Dacia +20,3% e Lada +22,6%. “Il tasso di crescita dei primi dieci mesi dell’anno non è particolarmente rilevante, ma è comunque apprezzabile”, rileva il presidente del Centro Studi Promotor, Gian Primo Quagliano. “Ipotizzando che il tasso di sviluppo dei primi dieci mesi si mantenga invariato anche a novembre e dicembre, le immatricolazioni a fine anno toccheranno quota 15.213.000. Si tratta di un livello di assoluto rispetto – conclude Quagliano – anche se ancora lievemente inferiore (-2,32%) all’ultimo dato pre-crisi (2007)”.