La Cina pigia sul pedale dell’auto elettrica

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Pechino – La Cina non ha nessuna intenzione di rallentare la sua corsa all’auto elettrica, anzi. Xin Guobin, viceministro dell’Industria, nel corso di un forum dedicato allo sviluppo dell’industria automobilistica, ha ribadito che Pechino sta valutando di mettere al bando in futuro la produzione e la vendita di auto a benzina e diesel. L’ultima tabella di marcia al vaglio del ministero cinese prevede che le vendite delle case automobilistiche comprendano veicoli elettrici o ibridi in misura pari all’8% del totale nel 2018, cifra che sale al 10% nel 2019 e al 12% nel 2020. Nel 2025 un quinto delle auto vendute dovrà essere “verde”. La strada a cui mira la Cina, con l’obiettivo di ridurre l’inquinamento, contrastare il cambiamento climatico e – soprattutto – permettere alla sua industria di sbaragliare quella dell’Occidente, è la stessa già intrapresa da diversi paesi europei che a vario titolo e con modalità diverse stanno valutando la possibilità di vietare nei prossimi decenni le vendite di auto nuove con motore a scoppio. Oltre alle non trascurabili motivazioni ambientali (lo smog in Cina è ormai anche una questione di ordine pubblico) la scelta di Pechino come detto ha anche ragioni strettamente economiche. E’ anche nella speranza di mettere in futuro fuori mercato la concorrenza straniera se il governo cinese sostiene da anni la produzione interna di auto elettriche con incentivi all’acquisto e leggi che impongono l’uso di mezzi pubblici alimentati a fonti di energia pulite a livello locale, e con investimenti sulle stazioni di ricarica supercharger nelle maggiori vie di scorrimento delle grandi citta’ e sui tratti autostradali più battuti.