Il futuro dell’Automotive è l’economia circolare

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Renault in pole position nel “remanufacturing”

Rovereto – Un’auto di proprietà giace inutilizzata per circa il 95% del suo tempo. Un mezzo car sharing invece è attivo per oltre il 40% del tempo. E ancora: oltre il 60% dei materiali della global supply chain è impiegata nel settore mobilità. Dati su cui riflettere quando si parla di economia circolare applicata al settore. Secondo l’ultimo report di Accenture sull’economia circolare e mobilità, «Redefining competitiveness through the circular economy», ci sono infatti opportunità concrete per i big dell’automobile. Si tratta di innovare i modelli di business e tagliare i costi su materiali e risorse, promuovendo la life-extension di tante componenti. Perché economia circolare significa anche minimizzare lo spreco di materia. Sempre più aziende, in effetti, stanno investendo sulla trasformazione della linea di produzione, puntando al recupero degli scarti e alla rigenerazione (il ‘remanufacturing’) delle automobili a fine vita. Uno degli esempi, studiato anche dalla Ellen MacArthur Foundation, è quello del gruppo francese Renault, il primo ad aver realizzato una fabbrica di remanufacturing di automobili a Choisy-le-Roi, nella periferia di Parigi. Qui, 325 addetti lavorano per reingegnerizzare componenti usate che vengono vendute come pezzi di sostituzione al 50-70% del loro prezzo originale, con una garanzia di un anno, generando entrate per circa 250 milioni di euro l’anno.