Ghosn potrebbe lasciare il timone prima del 2022

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Parigi – Carlos Ghosn lascerà probabilmente l’incarico di amministratore delegato della Renault prima della scadenza del suo mandato nel 2022. A rivelarlo è stato lo stesso dirigente di origini brasiliane in un’intervista al Financial Times che sarà pubblicata integralmente durante il fine settimana. In particolare Ghosn, che attualmente ricopre anche l’incarico di presidente della Nissan e della Mitsubishi ed è il numero uno operativo dell’Alleanza tra i tre produttori automobilistici, ha dichiarato alla testata britannica di “non aspettarsi di passare altri quattro anni” alla guida del gruppo transalpino. Ghosn ha firmato a febbraio il rinnovo del contratto come amministratore delegato della Renault con l’obiettivo esplicito di rendere “irreversibile” l’Alleanza. “Si può pensare che prima del 2022 smetterò di essere l’amministratore delegato della Renault”, ha aggiunto il top-manager, dal 2005 numero uno della Renault e da allora capace di portare l’alleanza con la Nissan prima e la Mitsubishi poi a conquistare la leadership mondiale del settore in termini di vendite. L’indicazione su un possibile passo indietro arriva a pochi giorni da un’assemblea annuale degli azionisti che potrebbe vedere un nuovo scontro con l’azionista di maggioranza. Venerdì prossimo i soci si riuniranno non solo per approvare il bilancio 2017, ma anche per discutere di una nuova politica di remunerazione dei dirigenti. Su questo punto è probabile che lo Stato francese, titolare del 15% del capitale e del 28% dei diritti di voto, esprima un parere contrario aprendo così un nuova controversia con Ghosn dopo i problemi scatenati tre anni fa con la decisione dell’allora governo transalpino di salire al 19,7% del capitale pur di raddoppiare i diritti di voto e contare maggiormente nella governance della Renault. L’aumento della quota ha però messo a dura prova i rapporti con l’alleato nipponico Nissan e quindi minacciato quel bilanciamento dei poteri e delle rispettive aree di influenza nato per opera proprio di Ghosn sin dal primo accordo di alleanza del lontano 1999. Attualmente la collaborazione tra le due Case è rafforzata da una serie di partecipazioni incrociate con la Renault che detiene il 43,4% della Nissan e quest’ultima che controlla il 15% del produttore francese nonché il 34% della Mitsubishi. I rapporti di forza, soprattutto sul fronte della governance, sono stabiliti da un complesso accordo che è alla base dell’intera partnership. Ghosn è stato finora il fulcro dell’intera costruzione e ogni sua mossa è stata attentamente analizzata dal mercato per verificare la possibilità di una fusione vera e propria tra le società, un’ipotesi temuta e osteggiata soprattutto dai giapponesi perchè si ritroverebbero con uno Stato estero ad avere un’eccessiva influenza sulle strategie del secondo maggior produttore automobilistico del Giappone. La possibile uscita anticipata di Ghosn, secondo il Financial Times, potrebbe anche ravvivare le speculazioni del mercato su un accordo di fusione, soprattutto se il manager ritenesse di aver portato a termine il compito di rendere irreversibile l’Alleanza tramite una modifica dell’attuale struttura delle partecipazioni incrociate. Ghosn è comunque destinato a mantenere numerosi incarichi di peso all’interno delle tre Case automobilistiche. Rimarrà presidente della Renault, della Nissan e della Mitsubishi nonché amministratore delegato e presidente dell’Alleanza, ma non avrà più la guida operativa della Regie. In pole per la sua sostituzione, in particolare dopo l’uscita di altri candidati di rilievo come Stefan Mueller e Thierry Desmarest, è rimasto solo Thierry Bolloré, che ha già assunto gran parte delle responsabilità operative della Renault proprio in occasione del rinnovo del mandato di Ghosn a febbraio.